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Silvia Salis alla Convention di Primavera: “qui mi sento a casa”

Silvia Salis alla Convention di Primavera: qui mi sento a casa

16 febbraio 2026

La parola “primavera” evoca, in ogni cultura, l’idea di rinascita: ciò che arriva dopo l’inverno, dopo una fase di immobilità. È da questa immagine che Silvia Salis ha aperto il suo intervento alla Convention di Primavera, sottolineando come oggi stiamo vivendo un lungo inverno politico, in Italia e nel mondo.

Un tempo segnato da guerre in Europa, democrazie sotto pressione e fenomeni che pensavamo appartenere al passato. «È un momento difficile – ha spiegato – che richiede uno sforzo grande: lo sforzo di unire». È dove si costruisce unità, ha detto, che si sente a casa. Da qui il senso della sua presenza.

Unire il campo progressista

Per Salis, chi lavora per unire il campo progressista ha compreso la sfida del presente. Chi insiste sulle divisioni per difendere identità di partito imbocca invece una strada che conduce all’irrilevanza politica. La priorità è costruire un programma condiviso e credibile.

Richiamando Norberto Bobbio, ha ricordato che la democrazia non promette miracoli, ma evita i disastri. Il pericolo non è una fine improvvisa, ma un’erosione lenta causata da indifferenza, populismo e legge del più forte.

Anche sul piano internazionale, parlare di Donald Trump come di un leader “fuori controllo” è riduttivo: quella visione politica si fonda sull’idea che i più forti decidano per i più deboli. Per questo servono nuovi equilibri e alleanze globali, nei quali l’Italia potrebbe avere un ruolo più incisivo.

Contro la polarizzazione

La polarizzazione e lo scontro urlato allontanano i cittadini dalla politica. «Non amo urlare», ha detto Salis, sottolineando come chiarezza e pacatezza permettano alle persone di comprendere davvero i problemi.

Il ruolo delle città e la sicurezza sociale

Da sindaca, Salis ha posto l’accento sul ruolo delle città, troppo spesso raccontate solo attraverso il tema della sicurezza. Le città sono invece motori di trasformazione e inclusione.

Accanto alla sicurezza urbana esiste una dimensione più profonda: la sicurezza sociale. Significa poter accedere alle cure, trovare una scuola adeguata, avere un lavoro e potersi permettere un affitto. Non esiste sicurezza reale senza diritti garantiti.

Amministrare significa prendersi cura dei territori

Governare significa ascoltare i quartieri e occuparsi della vita quotidiana: trasporti, strade, illuminazione, spazi pubblici. Le grandi opere sono importanti, ma non bastano.

Anche lo sport rientra in questa visione: non solo grandi impianti, ma attività accessibili a tutti, come programmi gratuiti per gli over 65 che migliorano salute e qualità della vita.

Un modello alternativo

Salis ha indicato Primavera come un progetto capace di lanciare il messaggio giusto: l’unità è una grande opportunità per il Paese. La forza del progressismo risiede nella capacità amministrativa dimostrata nei territori.

Il modello proposto è alternativo a quello della destra: non teme giornalisti, magistratura, controlli democratici né la Costituzione.

La democrazia, ha concluso, non è un ostacolo ma una garanzia. Primavera rappresenta la possibilità di ricostruire fiducia, partecipazione e speranza, dimostrando che uniti si possono affrontare e vincere le sfide del Paese.