
L'onda nera avanza in Europa
7 settembre 2026
In Sassonia l’estrema destra di AfD ha raggiunto quasi il 44%, più che raddoppiando i propri consensi in appena cinque anni. La CDU è crollata dal 37% al 17%. Centrodestra e centrosinistra, anche messi insieme, non riuscirebbero a raggiungere la maggioranza.
Ma non avviene solo in Germania, in tutta Europa la destra radicale cresce, governa o condiziona l’agenda politica. Anche in Italia il partito di Vannacci viene indicato dai sondaggi intorno all’8%, davanti a Forza Italia e Lega. Si chiama Futuro Nazionale, ma ripropone divisioni, intolleranze e ricette che guardano pericolosamente al passato.
Queste destre crescono perché danno risposte sbagliate e pericolose a domande reali: chi difende i salari? Come si governa l’immigrazione? Chi salva i territori abbandonati? Chi paga il costo delle crisi?
La sinistra deve tornare a rispondere mettendo in campo i propri valori: libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Senza alimentare la guerra tra chi ha poco e chi ha ancora meno.
Tutto ciò significa proteggere chi lavora con un salario minimo dignitoso, rinnovare i contratti e far pagare meno tasse ai redditi medio-bassi. Significa riportare sanità, scuola e trasporti nei territori lasciati indietro.
Significa governare l’immigrazione con regole certe e una vera integrazione, perché legalità e umanità possono stare insieme.
Significa chiedere a multinazionali, rendite ed extraprofitti di contribuire di più e fare in modo che il costo della transizione sia pagato prima di tutto da chi inquina.
Significa, infine, restituire all’Europa un ruolo centrale nella costruzione della pace, attraverso la diplomazia e il negoziato.
È da qui che la sinistra deve ripartire. Con coraggio, credibilità e risposte concrete