
Che significato ha avuto per i giovani il dj set voluto da Silvia Salis
15 aprile 2026
Dopo la vittoria del NO, la politica ha improvvisamente scoperto i giovani.
Illudersi che quella straordinaria partecipazione giovanile – nata per difendere la Costituzione – si trasformi automaticamente in consenso per il centrosinistra è un errore.
Ho la fortuna di avere in Primavera tanti giovani impegnati, presenti, consapevoli.
Eppure anche loro sanno quanto sia difficile coinvolgere davvero i loro coetanei.
Ci riusciamo quando sosteniamo davvero i temi che riguardano la loro vita: lavoro, casa, tempo libero.
Diritti concreti.
Senza dimenticare i grandi temi per cui sono sempre pronti a esporsi: pace, giustizia, difesa della Costituzione.
Per “sintonizzarsi” con loro bisogna parlare il loro linguaggio, coinvolgerli in modo autentico, senza propaganda.
Ma soprattutto dobbiamo evitare sermoni. Anche perché, troppo spesso, di esempi positivi ne diamo pochi.
Per questo, esperienze come quella di Silvia Salis a Genova funzionano: musica, partecipazione, comunità.
Un’istituzione che si avvicina davvero, che crea energia, che unisce.
Il dj set di Charlotte De Witte in piazza è stato esattamente questo: presenza viva, non propaganda.
Perché il punto non è portarli a votare per qualcuno.
È farli sentire parte di qualcosa.
E se la politica non lo capisce, il rischio è evidente: i giovani continueranno a riempire le piazze ma lasceranno vuote le urne…