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Bruciati vivi per aver chiesto di essere pagati

Bruciati vivi per aver chiesto di essere pagati

3 giugno 2026

Basterebbe questa frase per fermarsi un attimo e riflettere.

Mentre c’è chi parla di “remigrazione” e trasforma la sofferenza delle persone in propaganda, c’è chi invece lascia la propria terra inseguendo una vita migliore o, più semplicemente, la possibilità di sopravvivere.

Persone. Esseri umani. Esattamente come noi. Con l’unica differenza di essere nati dalla parte sbagliata del mondo.

Esseri umani che non volevano nient’altro che essere pagati per il proprio lavoro e che invece sono stati dati alle fiamme dentro un’auto, come monito per chiunque avesse intenzione di alzare la testa. Uccisi senza pietà, senza alcuna traccia di umanità.

Per questo non possiamo restare inermi davanti a tanta barbarie.

Il modo in cui reagiremo a tutto questo dirà che Paese siamo. Perché quando si arriva a bruciare vivi degli uomini per aver chiesto di essere pagati, non è soltanto l’umanità delle vittime a essere stata calpestata. È stata calpestata anche la nostra.