
615 euro. Il prezzo della difesa.
4 maggio 2026
Sì, perché di questo si tratta:
Dare un prezzo alla coscienza di chi dovrebbe difendere.
Pagare un avvocato per convincere il proprio assistito a rimpatriare non è politica sull’immigrazione ma un tentativo di piegare la giustizia a un obiettivo politico.
E dovrebbe farci rabbrividire tutti.
Perché se oggi paghi per “convincere” un migrante, domani cosa potrà accadere?
Paghi per far rinunciare a un ricorso? Per accettare una condanna? Per spingere qualcuno a tacere?
Fortunatamente è intervenuto il Presidente Mattarella.
Ma la domanda resta: com’è possibile arrivare anche solo a scrivere una norma del genere?
Qui non c’è strategia ma propaganda. La solita ossessione di costruire un nemico e vendere soluzioni facili a problemi complessi.
Peccato per questo Governo che la realtà sia un’altra.
Senza migranti questo Paese si ferma. Agricoltura, industria, assistenza: interi settori stanno in piedi anche grazie a loro.
Ma invece di governare il fenomeno, si preferisce spingerlo nell’ombra. E nell’ombra crescono sfruttamento, illegalità, criminalità.
La verità è semplice: senza integrazione e lavoro regolare, il problema non si risolve. Si aggrava.
Ma soprattutto, quando inizi a mettere un prezzo alla difesa, non stai più difendendo la giustizia, stai provando a comprarla…